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"... Io vado sempre qui davanti e poi con la barca vado a cacciare i
beccaccini ... Ma una volta vorrei andare qui davanti ad ascoltare una mia
opera all’aperto ..." (Puccini a
Giovacchino Forzano nel Novembre 1924, prima di partire per la clinica di
Bruxelles dove poco dopo morì.) L’autore de La
Bohème e di Madama Butterfly, "l’ultimo grande poeta del melodramma
italiano, il più grande operista che l’Italia e il mondo abbiano avuto nel
nostro secolo" (R.Vlad), espresse il desiderio di far rivivere le sue creature
che divenne messaggio... Quelle parole
rimasero così scolpite nel cuore di Forzano (regista, commediografo e
librettista di Suor Angelica e di Gianni Schicchi) che, a meno
di sei anni
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dalla morte del compositore,
raccolse il messaggio e insieme a Pietro Mascagni - compagno di studi
e di stanza del giovane Puccini - ideò la realizzazione delle prime
rappresentazioni dei capolavori pucciniani in riva al lago, davanti
alla casa del maestro. Il 24 agosto
1930, nel teatro provvisorio del "Carro di Tespi Lirico", con un palcoscenico
costruito su palafitte infisse nel lago, La Bohème, interpretata
da Rosetta Pampanini, Margherita Carosio, Angelo Minghetti e Luigi
Montesano con la bacchetta di Pietro Mascagni e la regia di Giovacchino
Forzano, dette l’avvio a uno dei più importanti Festival Lirici internazionali.
Durante i sessantaquattro anni di storia del Festival, ripresosi anche
dopo aver attraversato momenti difficili come quello dell’ultima guerra,
sul palcoscenico si sono alternati i nomi più illustri ed acclamati
della lirica mondiale, tra i quali si ricordano Beniamino Gigli, Ferruccio
Tagliavini, Giuseppe Di Stefano, Gianni Raimondi, Franco Corelli,
Placido Domingo, Josè Carreras, Luciano Pavarotti, Gino Bechi, Gian
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Giacomo Guelfi, Ingvar Wixell
e altri ancora. Il grande Mario del Monaco scelse proprio questo palcoscenico
di
Torre del Lago per dare l’addio alla carriera con una memorabile
interpretazione ne Il tabarro, e qui Tito Gobbi, già impareggiabile
Scarpia, debuttò come regista in Tosca. Nei
ruoli femminili indimenticabili le interpretazioni di Magda Olivero,
Antonietta Stella, Clara Petrella, Gigliola Frazzoni, Marcella Pobbe,
Virginia Zeani e in tempi più recenti Renata Scotto, Raina Kabaivanska,
Maria Chiara, Elena Mauti Nunziata, Katia Ricciarelli, Fiorenza Cossotto,
Eva Marton e Ghena Dimitrova. Tra i direttori
spiccano i nomi di Oliviero De Fabritiis, Francesco Molinari Pradelli,
Franco Mannino, Nello Santi, Giuseppe Sinopoli, Daniel Oren, Yuri Ahronovich.
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Dal 1930 ad oggi il Festival
Pucciniano ha allestito 87 opere. L’affluenza del pubblico è stata enorme:
dal 1973 al 1976, ad esempio, sono state registrate oltre 130.000 presenze
e dal 1989 al 1992 oltre 120.000, considerando che nel 1992 le recite
sono state soltanto sette. La maggior parte del pubblico straniero proviene
dalla Germania, Austria, Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Giappone.
Tra le produzioni rimaste memorabili si ricordano
la Turandot "filologica" di Sylvano Bussotti (1982), quella scarna
e suggestiva di Giancarlo Cobelli (1987) - vincitore grazie a questo
allestimento dell’ambìto "Premio Abbiati" assegnato dalla critica
- e la Butterfly essenziale e poetica di Pier Luigi Samaritani
(1984) recentemente scomparso. Dagli anni Ottanta la programmazione
del Festival è stata estesa ad altre forme di spettacolo, quali il balletto
e le opere di altri compositori coevi di Puccini, e all’uso di spazi
alternativi. Da ricordare a questo proposito la straordinaria messinscena
de Il Giro di Vite di Benjamin Britten, a Villa Orlando, con
la regia curata da Virginio Puecher.
Parallelamente agli spettacoli sono
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stati organizzati convegni internazionali
finalizzati ad una conoscenza più approfondita ed analitica di Puccini
e delle sue composizioni. Nel 1983 il I°
convegno sul tema "Esotismo e colore locale nell’opera di Puccini"
cui partecipò l’illustre Mosco Carner, nel 1984 "Puccini e la librettistica
dell’epoca", presieduto da Simonetta Puccini, nipote del Maestro, e
coordinato da Jurgen Maheder e nel 1985 il convegno dedicato a "Lo spazio
musicale a Torre del Lago: rivelazioni e proposte musicali, urbanistiche,
architettoniche e sociologiche" cui parteciparono l’architetto Paolo
Portoghesi, presentatore di un progetto per la costruzione di un teatro
polivalente, Manlio Cancogni, Giorgio Saviane, il critico Duilio Courir
e Agostino Palazzo.
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